Roma, 24 ott. (Labitalia) – Circa l'8,5% delle sigarette in Italia sono contraffatte. Nonostante il nostro Paese sia uno di quelli più all'avanguardia nella lotta alla contraffazione e al contrabbando. E' quanto è emerso oggi dal workshop 'Contraffazione e tracciabilità. Il mercato illecito del tabacco in Italia e possibili azioni di contrasto', promosso da The European House-Ambrosetti, in collaborazione con Philip Morris Italia, e tenutosi a Roma. Nel mondo le sigarette illecite ammontavano, nel 2012, a 360 miliardi, circa il 10% del mercato complessivo. E in Europa 65 miliardi di sigarette sarebbero illecite su un mercato totale di 600 miliardi. Un fenomeno in crescita, con un incremento dell'incidenza sul mercato europeo dall'8,4% del 2007 all'11,1% del 2012. "I dati sono molto gravi – spiega a Labitalia Valerio De Molli, managing partner, The European House-Ambrosetti – e c'è da dire, tra l'altro, che l'Italia è uno dei paesi migliori dal punto di vista della lotta all'illegalità e all'illecito e quindi al contrabbando. Il mercato mondiale della contraffazione, infatti, è del 10% circa, quello europeo è dell'11%, mentre quello italiano è l'8,5% del totale, e stiamo parlando di un danno per le casse dell'erario intorno a un miliardo di euro circa". Secondo gli ultimi dati a disposizione c irca il 90% delle sigarette contraffatte al mondo sono prodotte in Cina. "I danni per la salute dai prodotti contraffatti – spiega De Molli – possono essere molto elevati. Studi mettono in evidenza contenuti molti nocivi come escrementi, segatura e altro, presenti nelle sigarette per via dell'assenza di un processo di qualità strutturata che governa la produzione". La richiesta che è arrivata dal workshop è quella di mettere in campo a livello internazionale, nella lotta alla contraffazione, tra l'altro, le 'best practice' realizzate in Italia, sfruttando il semestre di presidenza italiano dell'Ue. Per Sabrina De Camillis, sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri: "si potranno porre i temi toccati oggi al centro dell'agenda che è in preparazione per il semestre di presidenza italiano". "E' necessario lavorare -ha spiegato- ancora di più nei controlli per la lotta alla contraffazione, visti i danni che questa può arrecare alla salute". E dall'appuntamento è emerso che stanno cambiando anche i canali di vendita dei prodotti contraffatti. "Si vedono sempre meno i banchetti abusivi -ha detto Cosmo Virgilio, tenente colonnello della Guardia di Finanza- e nelle zone in cui la criminalità è molto forte, le sigarette illegali si vendono anche attraverso il circuito ufficiale delle tabaccherie, anche se molto spesso ciò non accade con la connivenza dei tabaccai". E a sottolineare la buona fede degli esercenti è intervenuto Giovanni Gravante, vicepresidente di Confcommercio con delega alla legalità: "Siamo tra i primi a tenerci a vendere prodotti legali e le mele marce che vengono individuate nella nostra associazione vengono subito cacciate fuori". Per Gravante, oltre ai sequestri e controlli, servono anche "informazione e formazione per i consumatori tradizionali, e anche per quelli futuri, sui danni che possono arrivare dai prodotti contraffatti". Danni che secondo Roberta Pacifici, direttore dell'osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto Superiore della sanità, si possono prevenire realizzando un "laboratorio centralizzato nazionale che studi i prodotti contraffatti con tempi rapidi e procedure standard per individuare tipologie e flussi di provenienza". Ma la contraffazione non riguarda solo il tabacco ma anche ciò che di più prezioso contraddistingue il 'made in Italy': l'agroalimentare. "C'è uno studio di due anni fa dell'Ice – spiega a Labitalia Annibale Pancrazio, vicepresidente di Federalimentare – che dice che l''Italian Sounding' e la contraffazione nel mondo ci impediscono al 'made in Italy' di raddoppiare il fatturato all'estero. Quindi il fatturato che abbiamo all'estero di 30 miliardi di euro -conclude- potrebbe essere tranquillamente di 60 qualora riuscissimo su tutti i grandi mercati ad evitare di essere contraffatti".