PECHINO – ''Non c'è stato assolutamente nessun accordo con i cinesi''. Jacques Rogge, presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), smentisce l'esistenza di un'intesa con il Comitato organizatore di Pechino 2008 sulla censura a Internet scattata a pochi giorni dall'inizio delle Olimpiadi.
Rogge ha definito ''un po' teatrali'' le discussioni relative ad un coinvolgimento del Cio nelle decisioni relative alla questione. ''Dobbiamo migliorare la situazione'', ha detto il belga all'agenzia Dpa a margine dell'esecutivo del Comitato olimpico.
L'estraneità del Cio è stata evidenziata anche da Kevan Gosper, responsabile del settore stampa dell'organismo. ''Martedì ero profondamente insoddisfatto. E' stata applicata la censura, è stato chiarito ai livelli più alti'', ha detto l'australiano.
Gosper ha riferito di aver incontrato Rogge dopo l'arrivo del numero uno del Cio a Pechino e che i funzionari del Comitato Hein Verbruggen e Gilbert Felli si sono poi visti con il comitato organizzatore dei Giochi, Bocog. La missione ha portato ad una parziale rimozione della censura. Ora i giornalisti del 'media center' possono collegarsi ad Amnesty, Radio Free Asia, Human Rights Watch e a testate e siti anche critici nei confronti di Pechino. Off-limits ancora quelli che rivendicano il rispetto dei diritti umani in Cina e i siti di organizzazioni a sostegno dell'autonomia tibetana. Alla fine Bocog e Cio hanno trovato un accordo. ''E' stata una settimana piuttosto burrascosa. Ma ora siamo tornati sulla giusta strada'', ha commentato Gosper.