Home Nazionale Confsal Unsa: no ad ‘elemosina’ 10 euro, serve sblocco stipendi P.a.

Confsal Unsa: no ad ‘elemosina’ 10 euro, serve sblocco stipendi P.a.

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Roma, 21 ott. (Labitalia) – "La legge di stabilità rappresenta l'ennesimo atto di persecuzione ai danni dei dipendenti pubblici e sta proseguendo nella distruzione dello Stato sociale e dei diritti conquistati e difesi negli anni passati". Così Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa, sulla legge di stabilità. "Il blocco dello stipendio, già fermo dal 2010, che si vuole prorogare con legge fino al 31 dicembre 2014, ha già provocato -continua Battaglia- il drammatico impoverimento di milioni di lavoratori, e mi riferisco con particolare preoccupazione a quelli con redditi medio-bassi, e sta costando ai ministeriali più di 6 mila euro pro-capite, a fronte di un altro aumento dell'Iva, dell?introduzione di nuove tasse quali la Tasi, dell'aumento dei prelievi regionali e comunali e dell?aumento del costo della vita in generale". "Si parla di 10 euro al mese lorde nel 2014 -prosegue la nota- derivanti dal cuneo fiscale nelle buste paga dei lavoratori dipendenti", ma Battaglia afferma: "Noi diciamo no all?elemosina, vogliamo lo sblocco dello stipendio!". Il segretario generale annuncia: "a questa legge di stabilità rispondiamo con una forte mobilitazione nazionale a inizio novembre, perché riteniamo possibili vie alternative, con risparmi per il bilancio pubblico che vengano trovati nella razionalizzazione delle spese, nella vendita reale del patrimonio immobiliare, nell?abbattimento delle spese militari, nella riduzione dei costi della politica, nei tagli agli sprechi di consulenze e di poltrone d?oro, così come nell'abbattimento delle pensioni d?oro. I politici devono capire che i lavoratori pubblici non hanno bisogno di mance, ma di un salario adeguato per sé e per la propria famiglia, e ciò è un diritto, non una concessione. La nostra mobilitazione, in assenza di risposte in Parlamento, prevederà -conclude Battaglia- anche iniziative eclatanti per ribellarci a questa persecuzione".