Roma, 17 ott. (Labitalia) – Nel 2012 il tasso di disoccupazione registrato ufficialmente è stato del 17 % al Sud e dell'8% al Centro-Nord. Il tasso di disoccupazione ufficiale rileva però una realtà in parte alterata. La zona grigia del mercato del lavoro continua ad ampliarsi per effetto in particolare dei disoccupati impliciti, di coloro cioè che non hanno effettuato azioni di ricerca nei sei mesi precedenti l'indagine. Considerando questa componente, il tasso di disoccupazione effettivo nel Centro-Nord sfiorerebbe la soglia del 12% (ufficiale: 8%) e al Sud passerebbe dal 17% al 28,4% (era stimato al 22,4% nel 2008). E' quanto rileva Svimez nel Rapporto annuale, presentato oggi a Roma. Dei 3 milioni 337mila Neet registrati nel 2012, 2 milioni sono donne e 1 milione e 850mila si trovano al Sud. Anche se nel 2012 il 55% dei Neet italiani è al Sud, dal 2007 al 2012 nel Centro-Nord i Neet sono cresciuti del 38,5%, cinque volte più del Sud (7%). Inoltre fra gli inattivi al Sud i diplomati sono il 33,7% e i laureati il 27,3%. Dall'indagine si evince anche che peggiora il processo di transizione scuola-lavoro: i giovani residenti al Centro-Nord lasciano la scuola un anno dopo i loro coetanei meridionali, ma entrano nel mercato del lavoro sei anni prima di loro. In relazione ai tipi di contratto, la flessibilità sembra funzionare più per trovare posti di lavoro precari e poco formativi piuttosto che favorire il recupero del gap esperienziale.