AREZZO – «Il proliferare di antenne e dispositivi necessari al funzionamento delle telecomunicazioni desta più di una preoccupazione sulla popolazione. Ad oggi non risulta chiaro né tanto meno certificato l'impatto sulla salute. Troppo ingenti gli interessi mossi da questo tipo di business perché si possa sperare in posizioni ufficiali sulla reale pericolosità di certi strumenti. Ciononostante riteniamo giusto e doveroso che un'amministrazione locale si ponga in termini costruttivi l'impegno ad affrontare questo tema anche perchè secondo noi deve sempre vale il "principio di precauzione" ovvero si deve sempre dimostrare la non pericolosità prima di procedere. Siamo altresì consapevoli che il classico regolamento a cui poi attenersi non sia più sufficiente. Questi strumenti oggi esistono e devono essere rispettati ma non contribuiscono ad allontanare preoccupazioni e contraddizioni. Allo stesso tempo è importante che l'approccio a questo tema non sia solo di tipo localistico. Il sorgere spontaneo di comitati rappresenta un fattore importante sul versante della mobilitazione e della conoscenza nonché della partecipazione democratica, ma deve sostanziarsi di una analisi e di una prassi in chiave complessiva. L'arresto o la limitazione delle antenne fa conseguire una minore possibilità nel campo delle telecomunicazioni di cui si deve essere consapevoli collettivamente. Spostare il problema un pò più in là serve solo ad alimentare tensioni. Per questo proponiamo la realizzazione di un regolamento partecipativo con tutti i soggetti interessati privati cittadini, aziende, rappresentanze e quant' altro, che su questo terreno possa sperimentare forme nuove di intervento o che comunque si misuri con la prospettiva di un possibile ridimensionamento del nostro sviluppo tecnologico. Non deve essere dimenticata comunque la giusta esigenza del cittadino alla informazione, certe cose fatte in fretta in mesi sospetti non aiutano certo a rasserenare degli animi.»