Home Nazionale Calderone, su taglio costo lavoro arrivi ora della concretezza

Calderone, su taglio costo lavoro arrivi ora della concretezza

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Roma, 15 ott. (Labitalia) – "Lo segnaliamo in tutti gli eventi e le occasioni che creiamo. Nei congressi, in tutte le edizioni del 'Festival del lavoro' c'è sempre stata una sessione dedicata alla necessità della riduzione degli oneri tributari e contributivi a carico delle aziende. Speriamo sia arrivata l'ora della concretezza". Così Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, dalle colonne del quotidiano 'Italia Oggi', ribadisce quella che definisce "una misura suggerita da anni dai consulenti del lavoro, anche se mai attuata", ossia la riduzione del costo del lavoro. Per la categoria, infatti, "è uno dei metodi che può fare ripartire l'economia, a condizione che sia applicato in modo corposo". "Il principio da adottare -spiega- è quello di restituire alle imprese parte delle somme che versano a vario titolo nelle finanze pubbliche che attualmente sono destinate a finanziare la spesa pubblica. La priorità delle priorità per il Paese d'altronde è sempre la medesima: far ripartire le piccole e medie imprese in modo da invertire il trend in aumento della disoccupazione. Solo dalle Pmi, infatti, può venire una ripresa dei dati occupazionali; ma perchè ciò avvenga esse devono essere adeguatamente sostenute". "In Italia -ricordano i consulenti del lavoro- ci sono circa 15 milioni di lavoratori privati ai quali vengono corrisposte retribuzioni per un ammontare di circa 295 miliardi. I contribuenti che dichiarano un reddito superiore a 40 mila euro sono circa 1 milione 870 mila persone. Per questa fascia di contribuenti le retribuzioni corrisposte sono circa 138 miliardi 556 milioni di euro. In una prima fase, affinché si abbia un serio e concreto impatto sulle Pmi, è necessaria una riduzione del carico fiscale e contributivo di 8 punti percentuali, distribuiti al 50% tra datore di lavoro e lavoratore, per coloro che percepiscono una retribuzione non superiore a 40 mila euro". "Complessivamente, dunque, sarebbero interessati oltre 13 milioni di lavoratori, dei quali 7 milioni di rapporti di lavoro sono gestiti negli studi dei consulenti del lavoro. A detti lavoratori sono corrisposte retribuzioni per complessivi 156 miliardi 444 milioni di euro. Tale riduzione del cuneo fiscale corrisponderebbe a una spesa di circa 12 miliardi 500 milioni di euro", proseguono i consulenti del lavoro."Solo così, riducendo in modo sostanzioso il costo del lavoro, il nostro Paese potrà ripartire. Altri metodi, altri investimenti di minor valore, non risolvono il problema", concludono.