Home Nazionale Abitanti di Lesbo perdono causa, lesbiche possono usare nome isola

Abitanti di Lesbo perdono causa, lesbiche possono usare nome isola

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ATENE – Non può essere proibito alle lesbiche di usare il riferimento all'isola di Lesbo per definire la propria condizione sessuale. Un tribunale greco ha infatti respinto il ricorso presentato da un'avanguardia di indignati cittadini della famosa isoletta greca immersa nell'Egeo orientale, dove visse e operò tra il VII e VI secolo A.C. la poetessa Saffo, di cui era proverbiale la passione, a quanto pare non soltanto lirica, per le fanciulle.
Loro, i residenti, preferirebbero chiamarsi Mylitenesi, dall'altro termine che, tratto dal nome del suo capoluogo Mylitene, concede un'alternativa per il nome dell'isola. Tre querelanti avevano infatti citato in giudizio lo scorso aprile un gruppo di attivisti gay di Atene, chiedendo al giudice di impedire qualsiasi "vergognosa" associazione-equazione tra il nome degli abitanti e quello dell'omossesualità femminile. Ma il magistrato, imperturbabile, è andato rileggersi l'origine etimologica della parola 'lesbica', non trovando nulla di male nella sua duplice accezione, sia come aggettivo che specifica le preferenze sessuali, sia come aggettivo sostantivato indicante l'origine geografica.
Pertanto il fascicolo è stato archiviato per mancanza di fondamento giuridico. Inoltre, deve aver stimato il giudice incaricato di redimere la querelle legale, il riferimento all'omosessualità femminile non nuoce affatto all'economia dell'isola, tenuto conto che è frequentata da centinaia di turiste gay che vengono da ogni parte del mondo richiamate da iniziative promosse dalle varie associazioni di lesbiche, non soltanto locali.