Come è cambiata la scuola multiculturale aretina nel corso degli anni? Chi sono gli alunni "stranieri" che oggi la frequentano e come saranno nei prossimi anni? Quali sono i loro esiti scolastici?. E’ stato presentato stamani dalla Vice Presidente della Provincia di Arezzo, Mirella Ricci, dall’Assessore alla Pubblica Istruzione, Rita Mezzetti Panozzi, da Lorenzo Luatti di Oxfam Italia e Marco La Mastra dell’Osservatorio delle Politiche Sociali della Provincia, il nuovo Rapporto "Gli studenti di origine straniera nelle scuole della provincia di Arezzo – Presenza, seconde generazioni, esiti scolastici (a.s. 2012/2013)". Documento che cerca di tratteggiare una fotografia vivace e aggiornata della scuola plurale (a.s. 2012/2013) e ne prefigura le trasformazioni.
"È uno strumento importante, elaborato dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Arezzo in collaborazione con Oxfam Italia con cadenza annuale da oltre dieci anni, – afferma Mirella Ricci – che ci aiuta a leggere i cambiamenti di un fenomeno che non è più emergenziale. Sono dati che ci servono per capire cosa sta succedendo all’interno delle classi".
Il quadro complessivo della presenza degli alunni stranieri in provincia di Arezzo per l’anno scolastico 2012/2013 è caratterizzato da un consolidamento delle presenze in tutti gli ordini d’istruzione. Si tratta, quindi, di una presenza tra i banchi di scuola ormai strutturale, che rispetto all’anno scolastico precedente segna un nuovo balzo in avanti, sebbene le proporzioni non siano quelle che si potevano registrare agli inizi del Duemila. Gli alunni stranieri in provincia di Arezzo sono il 14,5%, in termini assoluti 6.664 sul totale della popolazione scolastica pari a 45.822 alunni/e.
"L’aspetto positivo – aggiunge Rita Mezzetti Panozzi – è senz’altro il consolidamento delle presenze degli alunni stranieri nelle nostre scuole, ma il problema sta nei loro ritardi scolastici. Quasi il 41% degli alunni stranieri si trova infatti in una condizione di ritardo scolastico, a fronte del 10,8% degli allievi italiani". "E’ vero – fa sapere Lorenzo Luatti -, accanto ai percorsi di successo di alcuni alunni stranieri, ci troviamo di fronte ad un grosso fattore di criticità che si concentra principalmente nel loro passaggio tra le scuole medie inferiori e quelle superiori. Il dato ci parla del 35,4% di respinti". I fattori determinanti sono molteplici "ma un aiuto concreto – aggiunge, infine, Marco La Mastra – può essere quello di investire anche sul doposcuola, sul tempo libero dei ragazzi in modo da garantire loro un supporto che li aiuterà poi, anche nel percorso scolastico. Questa rapidissima fotografia evidenzia ancora luci e ombre; registra alcuni segnali di riuscita accanto a persistenti situazioni di difficoltà. Dati che sollecitano una riflessione attenta, politiche e interventi efficaci".
In sintesi, l’analisi dei dati ci permette di delineare cinque tendenze:
1. sta avvenendo un assestamento delle presenze. L’incremento da un anno scolastico all’altro è negli ultimi due-tre anni più contenuto e si assesta intorno al 6%;
2. diminuiscono gli arrivi dai Paesi d’origine. L’aumento delle presenze non è più legato all’arrivo di alunni direttamente dai Paesi di origine, ma all’ingresso a scuola di coloro che sono nati qui;
3. aumentano gli alunni nati in Italia (la cosiddetta "seconda generazione"). I bambini e i ragazzi nati qui rappresentano ormai il 45% del totale, ma essi sono più dell’80% nella scuola dell’infanzia e circa il 50% nella scuola primaria;
4. si conferma e consolida l’incremento delle presenza di studenti stranieri nelle scuole superiori e la forte canalizzazione negli istituti tecnici e professionali;
5. si consolida l’europeizzazione delle presenze. Le nazionalità in testa sono la Romania (29,6% del totale) e l’Albania (20,2%) e gli alunni che provengono dai Paesi europei (UE o non UE) costituiscono il 64% del totale. Il ritratto della scuola multiculturale porta dunque sempre di più in primo piano volti di bambini e ragazzi che sono nati nel nostro Paese e hanno un’origine europea.
Negli ultimi dieci anni la presenza di alunni stranieri è più che raddoppiata, si è passati dai 2.597 del 2002/2003 agli attuali 6.664. La rapidità con cui si è prodotto questo cambiamento, assieme alla pluralità in termini di provenienze, sono tra gli aspetti caratterizzanti il fenomeno dei figli delle migrazioni a scuola. Una presenza che ha modificato profondamente le aule scolastiche, e che ha inevitabilmente aperto nuovi scenari per il sistema scolastico. La scuola diventa quindi un luogo privilegiato di osservazione dei mutamenti della società, ma anche un laboratorio per sperimentare soluzioni innovative ed efficaci. L’incremento delle presenze è una tendenza che coinvolge tutti gli ordini d’istruzione. Per quanto riguarda la distribuzione nei livelli d’istruzione la scuola primaria si conferma l’ordine di scolarità a maggiore presenza di alunni stranieri: con 2.271 iscritti, essa raccoglie da sola il 34,1% degli studenti stranieri. Segue la secondaria di II grado con il 25,7%.
La distribuzione scolastica degli alunni stranieri e italiani nelle scuole superiori evidenzia la preferenza da parte degli studenti stranieri degli istituti tecnici e professionali (40,0%), mentre le iscrizioni nei licei in particolare in quello classico scendono al 9,0%. Diametralmente opposta si presenta la situazione per gli alunni autoctoni, i quali studiano per il 27,9% al classico e solo nel 14,7% nell’istruzione professionale. Mentre più equilibrate risultano le ripartizioni nell’istruzione tecnica, artistica e linguistica.
La zona di Arezzo, con il capoluogo, raccoglie un maggior numero di famiglie immigrate e di istituti superiori e quindi ha registrato anche per il 2012/13 la percentuale maggiore: il 37,2%. In termini relativi, l’incidenza maggiore si conferma nel distretto scolastico del Casentino con la percentuale più alta di studenti stranieri sul totale della popolazione studentesca: il 20,3% non ha cittadinanza italiana. Gli studenti con cittadinanza non italiana crescono moderatamente in tutte le zone, per effetto soprattutto dei nuovi nati. Continuano ad attirare la popolazione immigrata non solo le città di medie dimensioni, ma anche quelle di piccole dimensioni. L’incidenza percentuale più alta di studenti stranieri della zona Aretina si registra a Castiglion Fibocchi (20,7%); in Casentino a Pratovecchio (28,1%) e Stia (20,6%); in Valdarno a Montevarchi (17,4%); in Valdichiana a Foiano della Chiana (19,5%) ed infine in Valtiberina a Sestino (27,0%).
C’è il mondo nelle scuole della provincia di Arezzo: 102 le nazionalità estere presenti sui banchi delle classi. Le prime tre nazionalità maggiormente rappresentate tra i banchi delle nostre scuole sono quella rumena (29,6%), quella l’albanese (20,2%) e quella marocchina con l’8,8%. Benché Romania, Albania e Marocco rappresentino da sole, quasi il 60% del totale della popolazione studentesca, l’analisi pluriennale evidenzia un trend di crescita negativo. Le altre nazionalità "forti" sono asiatiche: India, Bangladesh e Pakistan.
Gli alunni "stranieri" nati in Italia (spesso in provincia di Arezzo), le cosiddette seconde generazioni (G2) sono in costante crescita anno dopo anno. Nell’a.s. 2012/13 rappresentavano quasi il 50% del totale alunni stranieri (in termini assoluti sono 3.045 su 6.664).
Sono particolarmente preoccupanti i dati sugli esiti scolastici degli alunni stranieri, sia quelli nati in Italia (G2) sia quelli ricongiunti e arrivati con i familiari in Italia. Per questi ultimi, sono le prime classi di ogni ciclo scolastico a presentare le percentuali più elevate di respinti: bocciano quasi il 4% nella prima classe elementare (gli italiani e le G2 per l’1,62%); il 9,4% nella prima classe delle ex-scuole medie (gli italiani per l’1,9% e le G2 per il 6,2%), sono respinti per il 35,4% nella prima superiore (italiani al 15,5% e le G2 al 23,1%). Per tali studenti, dunque, i passaggi da una scuola all’altra si confermano momenti cruciali della propria carriera scolastica.
Tutti i rapporti elaborati dalla Sezione Immigrazione sono pubblicati nei siti internet della Provincia di Arezzo, alla pagina dell’Osservatorio Provinciale sulle Politiche Sociali (http://www.provincia.arezzo.it/politichesociali/default.asp?cnt_id=128&cnt_idpadre=128&tipodoc=0)