Roma, 9 ott. (Labitalia) – "Non discuto il dato che oggi il Censis ci consegna con la solita precisione, ma a noi spetta interpretarlo. E per l'esperienza del mio settore, dove abbiamo ormai una presenza di manodopera straniera che sfiora il 40% del totale degli addetti, più imprenditori stranieri è molto spesso sinonimo di una sola cosa, più lavoro nero". Lo afferma Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil."Sicuramente -prosegue Schiavella- cresce l?impresa sana e vera, e questofa piacere, ma molto spesso nel nostro settore dietro una nuova impresa c?è un lavoratore che di fronte alla minaccia di un licenziamento accetta la proposta (o il consiglio) del suo datore di lavoro di mettersi in proprio, continuando a svolgere la propria mansione, non più da dipendente ma da subappaltatore". Schiavella stamattina ha aderito con tutta la Fillea Cgil nazionale all?iniziativa 'Via la Bossi-Fini' per cancellare il reato di clandestinità. In un settore che ha perso "700 mila posti di lavoro in 4 anni e mezzo, dimezzato il fatturato, ridotto di oltre il 40% gli appalti pubblici -avverte il segretario generale degli edili Cgil- c?è da temere che quel 21% dei nuovi imprenditori che il Censis ascrive al settore delle costruzioni nasconda purtroppo una realtà più misera, quella di un mondo delle imprese che, in assenza di interventi concreti da parte del governo per far ripartire il settore e per rafforzare il sistema dei controlli, tenta di risolvere la crisi scaricandone il peso sui lavoratori", conclude Schiavella.