Confindustria Arezzo, in collaborazione con Federorafi, organizza un Convegno dedicato alle opportunità che i nuovi mercati esteri offrono al settore orafo in Italia. Da vari anni il settore sta attraversando un periodo di crisi strutturale ampliata dalla crisi economica attuale. Comunque il settore orafo italiano vanta una posizione primaria sia nella produzione di oro lavorato (3° posto mondiale) sia nell’export (5° posto).
Il settore orafo evidenzia dei punti di debolezza rispetto ai competitors stranieri (India, Cina, Turchia) in quanto è caratterizzato da grande frammentazione, sottocapitalizzazione, strategie commerciali di stampo tradizionale, forte individualismo ed infine la scarsa capacità di fare sistema. Inoltre, la presenza di barriere doganali penalizza l’export dei nostri prodotti, ne limita la vendita e la possibilità di raggiungere potenziali consumatori, e su scala mondiale tutto questo corrisponde ad un potenziale di oltre il 60% non sfruttato.
Il Convegno intende sollecitare una discussione approfondita sulle strategie di rilancio internazionale del settore anche attraverso il rafforzamento dei Brand del “Made in Italy” ed un più stretto coordinamento della promozione dei prodotti italiani legati alla moda.
“Visto il mercato interno così fermo, per le imprese esportare è diventata una vera necessità. Si stima che entro il 2018 ci saranno 194 milioni di nuovi clienti (grazie all’aumento del loro reddito) dei quali 164 milioni risiederanno nei Paesi emergenti, mentre la domanda rimarrà debole nei mercati avanzati – afferma Ivana Ciabatti, Presidente della Sezione Orafi di Confindustria Arezzo- occorre che il settore orafo si sviluppi nei mercati emergenti come Cina, India, Brasile ma anche in mercati più vicini a noi come Russia e Turchia. Tutte economie in cui il made in Italy già oggi afferma il proprio valore e rappresenta per i consumatori uno status, grazie alla forza dei marchi italiani. Siamo convinti che il nostro settore possa crescere e svilupparsi, purché gli enti preposti ci diano una mano riducendo gli ostacoli che abbiamo: mancanza di accesso al credito, dazi doganali, bassa capitalizzazione delle imprese, alleggerimento della burocrazia e delle tasse- continua Ivana Ciabatti: “le nostre imprese devono adeguarsi ai nuovi scenari competitivi, molto dinamici, dove il vantaggio competitivo non è acquisito ma è da costruire giorno per giorno. La conoscenza e la cultura sono fattori prioritari, rispetto ai fattori tradizionali “fisici” della produzione. Bisogna fare squadra, sistema perché la competizione viene da fuori; è necessario mantenere la qualità, l’innovazione, la velocità, la creatività e la sensibilità estetica, ma ancor più servono nuove visioni, imprenditori per trovare nuovi modelli di business, rendendo protagonista la comunicazione. Dobbiamo ripartire da unità di dialogo, cambiare rete di distribuzione e promuovere forme nuove di marketing.
In passato, bastava fare un buon prodotto e poi si vendeva da solo, oggi il mercato cerca valori diversi: identità, appartenenza, segno, glamour, sono queste le caratteristiche che fanno moltiplicare il valore del manufatto. Infatti, oltre alla qualità e alla capacità italiana di rappresentare il bello, dobbiamo far sì che i nostri prodotti riescano a creare e a trasmettere emozioni.
A dispetto della congiuntura sfavorevole l’imperativo è e deve essere scommettere sulle nostre imprese, investire in innovazione, ricerca, design e qualità che contraddistingue il prodotto “Made in Italy”.
S’impongono analisi attente e una fase di ripensamento complessivo dei modelli di business, conoscenze precise della realtà e dei fattori che la condizionano, di come si muove la concorrenza, delle prospettive di mercato e produttive che si delineano. Le imprese che vogliono rimanere sul mercato devono effettuare importanti investimenti nella ricerca e nella riorganizzazione industriale, compreso l’eventuale irrobustimento strutturale (fusioni, acquisizioni) con risorse adeguate al nuovo ambiente competitivo.
Il Convegno è in programma nella sede di Confindustria Arezzo martedì 8 ottobre ore 17.
Interverranno Luca Paolazzi Direttore Centro Studi Confindustria, Elisabetta Barracchia, Direttore Vogue Accessory Vogue Gioiello, Licia Mattioli, Presidente Confindustria Federorafi, Ivana Ciabatti, Presidente sezione Orafi- Argentieri di Confindustria Arezzo.