Roma, 3 ott. (Adnkronos Salute) – Frenata per la spesa farmaceutica convenzionata netta Ssn nel primo semestre 2013, pari a oltre 4,6 miliardi di euro: si registra infatti una diminuzione del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2012. Prosegue, quindi, in Italia il calo della spesa per i farmaci che, nel 2012 (per il sesto anno consecutivo), è diminuita del 9,1%. Riprende, invece, la tendenza all'aumento del numero delle ricette, cresciuto del 2,6% nel periodo gennaio-giugno 2013, mentre nel 2012 l'aumento era stato pari solo allo 0,2%.Nel periodo gennaio-giugno 2013, si legge sul sito di Federfarma, le ricette sono state oltre 311 milioni, pari a 5,22 per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del Ssn sono state oltre 570 milioni, con un aumento del 2% rispetto al primo quadrimestre 2012. Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 9,6 confezioni di medicinali a carico del Ssn. L'andamento della spesa nei primi mesi del 2013 è influenzato soprattutto dal calo del valore medio delle ricette (-6,6%): vengono, cioè, erogati a carico del Ssn farmaci di costo sempre più basso."Ciò è dovuto alle continue riduzioni dei prezzi dei medicinali, alla trattenuta dell'1,82% imposta alle farmacie dal 31 luglio 2011 e aumentata al 2,25% da luglio 2012, che si aggiunge alle altre trattenute a carico delle farmacie stesse (in particolare agli sconti per fasce di prezzo), al crescente impatto dei medicinali equivalenti a seguito della progressiva scadenza di importanti brevetti e alle misure applicate a livello regionale. Tra queste ultime, si segnalano l?appesantimento del ticket a carico dei cittadini e la distribuzione diretta di medicinali acquistati dalle Asl". Infatti, al calo della spesa convenzionata corrisponde un aumento di quella sostenuta dalle strutture pubbliche per l?erogazione di medicinali sia in ambito ospedaliero che in distribuzione diretta (spesa farmaceutica non convenzionata). Le farmacie, dunque, "continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa, oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci Ssn, con gli sconti per fasce di prezzo, che hanno prodotto nei primi 6 mesi del 2013 un risparmio di quasi 270 milioni di euro, ai quali vanno sommati 37 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1 marzo 2007 e sempre prorogato", sottolinea Federfarma. Oneri ai quali si è aggiunta, dal 31 luglio 2010, la trattenuta dell?1,82% sulla spesa farmaceutica, aumentata, da luglio 2012, al 2,25%, che "ha comportato, per le farmacie, un onere quantificabile in circa 104 milioni di euro per il primo semestre 2013. Complessivamente, quindi, il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nei primi quattro mesi de 2013, è stato di circa 410 milioni di euro".E i cittadini? L'incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è passata dal 12,2% di giugno 2012 al 12,4% di giugno 2013 a seguito degli interventi regionali sui ticket e del crescente ricorso dei cittadini ai medicinali di marca più costosi, con conseguente pagamento della differenza di prezzo rispetto all?equivalente di prezzo più basso, "a causa delle polemiche sull?efficacia dei medicinali generici e sulla sostituzione da parte del farmacista con un equivalente tra quelli di prezzo più basso, che creano diffidenza nei cittadini – rileva Federfarma – Nelle Regioni con ticket più incisivo le quote di partecipazione hanno un?incidenza sulla spesa lorda tra l?11% e il 16,1%. Se si guarda all'andamento della spesa a livello regionale, poi, il calo "è particolarmente evidente in Sardegna (-10%), ma anche in Liguria (-6,3%), Calabria (-6,2%), Emilia Romagna (-6,2%), a Bolzano (-6,2%), in Friuli Venezia Giulia (-6%) e Toscana (-5,6%)".