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Cosmetica Italia, aumento Iva colpisce beni di prima necessità

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Roma, 1 ott. (Labitalia) – "Saponi, shampoo, creme da barba e dentifrici: l'aumento dell'Iva va a colpire beni di prima necessità che vengono usati quotidianamente e di cui non si può fare a meno". Così Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia, Associazione nazionale imprese cosmetiche, commenta con Labitalia l'aumento dell'Iva. "Stiamo parlando di un settore -fa notare- che non è fatto solo di creme di lusso, ma anche di beni fondamentali per le persone". "Per questo – avverte Rossello – i governi dovrebbero stare attenti a non danneggiare un mercato costituito da prodotti necessari. Anche perchè, pur senza fare paragoni, ci sono tanti altri settori che non hanno un'importanza così fondamentale per l'igiene personale"."L'Iva a questi livelli – sottolinea Rossello – non può che portare a una contrazione dei consumi. E ciò non va bene: ci troviamo in un momento di grande complessità economica e questa misura non facilita certo la situazione. E' chiaro -ammette il presidente di Cosmetica Italia- che l'aumento dell'Iva rappresenta un'extrema ratio per poter incassare subito, senza però tenere conto del mercato". Una recente rilevazione del Centro studi di Cosmetica Italia evidenzia che la domanda interna genera una previsione negativa sui volumi di produzione per il 2013 e fa segnare un -2,4% per un valore di sell-in (produzione per il mercato interno) che sarà prossimo ai 6.000 milioni di euro. Il valore totale del mercato cosmetico (sell-out) toccherà a fine anno i 9.400 milioni di euro.Nonostante siano condizionati dal mercato interno in leggera flessione, i fatturati delle imprese del settore cresceranno a fine 2013 di oltre 2 punti percentuali per un valore della produzione superiore a 9.200 milioni di euro e agevolati dall'andamento delle esportazioni (+12% per un valore prossimo ai 3.000 milioni di euro).