Home Nazionale Regione Lombardia lancia esperimento per contratto di ricollocazione

Regione Lombardia lancia esperimento per contratto di ricollocazione

0

Milano, 24 set. (Labitalia) – E' stato presentato a Milano a Palazzo Pirelli, il nuovo esperimento regionale, lanciato da Regione Lombardia, sul contratto di collocazione. Al convegno, promosso dal gruppo consiliare regionale di Patto Civico, hanno partecipato il Pietro Ichino, senatore della lista Con Monti per l'Italia, Umberto Ambrosoli, consigliere del Patto civico, Lucia Valente, assessore al Lavoro della Regione Lazio, Stefano Colli Lanzi, amministratore delegato di Gi Group e docente all'universita' Cattolica, Stefano Scabbio, amministratore delegato di Manpower, Marco Leonardi e Francesco Giubileo, docenti di diritto del lavoro. "Siamo qui per poter trovare soluzioni immediatamente utili alle famiglie e a quanti, tanti purtroppo, sono le fragili vittime di questa crisi: dai tanti giovani, ai disoccupati, ai cassaintegrati, ai sospesi delle acciaierie Riva". Con queste parole Umberto Ambrosoli ha aperto il convegno, mentre Pietro Ichino ha presentato, l'esperimento regionale che, confluito nell'articolo unico per la sperimentazione del contratto di ricollocazione, potrebbe essere oggetto di un decreto legge a se' stante, oppure andare a confluire nel decreto sulla sperimentazione in termini di lavoro, a cui sta lavorando il ministro Giovannini. Punto cardine dell'esperimento e' come si puo' realizzare l'affidamento della funzione dell'assistenza intensiva nel mercato del lavoro alle agenzie specializzate, con il sistema dei voucher e come puo' e deve funzionare la condizionalita' del nuovo sistema di sostegno del reddito del lavoratore disoccupato. "Il problema da cui parte la mia riflessione -ha spiegato Ichino- è che nel 2012 in Italia sono stati stipulati 10 milioni di contratti di lavoro, di cui 1,7 milioni a tempo indeterminato, ma i centri per l'impiego li ignorano. In piu' il sostegno del reddito dei disoccupati non e' soggetto ad alcuna condizionalita'". Partendo da queste constatazioni, il senatore ha illustrato il suo progetto che, si augura, "accogliera' l'impegno di amministrazioni regionali di centro sinistra e di centro destra, senza il sigillo di una forza politica precisa". I criteri per la soluzione proposti sono l'uso di un metodo sperimentale, che cominci a sperimentare il sistema su una platea circoscritta per poi allargarsi, l'affidare i servizi a chi ha il know-how e attivare gli incentivi giusti per i protagonisti. Centrale, per il senatore, è il concetto che sperimenta solo chi ci crede; quindi la Regione che intende riqualificare la propria spesa, il disoccupato che e' interessato a rioccuparsi in fretta e rispetta le regole e le agenzie di outplacement che accettano la scommessa. Il contenuto del nuovo contratto di ricollocazione, stipulato dal lavoratore con l'agenzia di outplacement e con un rappresentante del servizio pubblico, viene definito in sette punti. In primis il principio di disponibilita' ragionevole, cioe' un servizio di assistenza per il reperimento del lavoro il piu' possibile corrispondente alle sue capacita' professionali e alle sue aspirazioni. Necessaria poi la disponibilita' a collaborare a tempo pieno o parziale da parte del disoccupato che cerca lavoro. Disponibilità per il lavoro concretamente ottenibile e ruolo del tutor sono centrali per il reperimento di un nuovo lavoro. Il tutor, designato dall'agenzia, e' responsabile del servizio e compete a lui il controllo dell'adempimento da parte del disoccupato dei sui doveri. La gratuita' del servizio e' altro fattore centrale: il disoccupato non paga e il corrispettivo dell'agenzia e' corrisposto per mezzo del voucher regionale. Se il disoccupato non adempie pero' ai suoi doveri, il tutor e' tenuto a segnalarlo al centro provinciale per l'impiego che gli sospendera' o ridurra' il trattamento di sostegno al reddito. Al contratto di ricollocazione puo' partecipare anche l'impresa che abbia licenziato la persona da ricollocare. In questo caso l'impresa puo' impegnarsi a integrare il voucher o a integrare il trattamento di disoccupazione. Una delibera della giunta regionale puo' poi stabilire che quando si risparmia sul trattamento di disoccupazione vada ad alimentare un fondo destinato per un quarto a premiare gli addetti ai centri per l'impiego e per tre quarti a coprire l'eventuale differenza di reddito tra vecchio e nuovo lavoro.