Roma, 19 set. (Labitalia) – Attrarre gli investimenti stranieri in Italia. Anche rendendo termini e normative in materia di lavoro più 'accessibili' e comprensibili, e -soprattutto- disponibili in inglese. E' uno degli obiettivi contenuti all'interno del piano del governo 'Destinazione Italia', con un 'Testo unico semplificato sulla disciplina del mercato del lavoro', traducibile in inglese. Perchè proprio il 'burocratese' e l'astrusità di molte norme del nostro diritto del lavoro rappresentano spesso un ostacolo all'investimento di capitali esteri nel nostro Paese. Una soluzione, quella del 'Testo semplificato' che trova l'appoggio di 'diversi addetti ai lavori'. "Non c'è dubbio che nel trasferimento delle diverse tipologie di normative legali in altre lingue -spiega a Labitalia Paolo D'Acunto, direttore tecnico di 'Cse 92 Traduzioni professionali', azienda specializzata in traduzioni legali- ci possano essere delle difficoltà che sono comunque superabili. Di certo -spiega- un 'Testo unico semplificato sulla disciplina del mercato del lavoro' sarebbe più semplice e meglio per tutti". Un normativa più snella e mno fumosa in materia di lavoro aiuterebbe anche imprese e lavoratori di casa nostra. "Un 'Testo unico semplificato' sul lavoro, traducibile in inglese, è utile -spiega a Labitalia il giuslavorista Roberto Pessi, professore ordinario di Diritto del lavoro alla Luiss di Roma- perchè sarebbe un modo per riscrivere e rendere più comprensibile le norme del nostro diritto del lavoro". Secondo Pessi, "il problema non è tanto la traduzione in inglese, perchè questa già viene fatta, ad esempio, quando un provvedimento è presentato alla Corte di Giustizia per verificare la conformità alla direttiva europea. Il fatto è che nel nostro Paese -aggiunge- si fanno di continuo provvedimenti in materia di lavoro che vanno a sostituire quelli precendenti. E' successo ad esempio con la riforma Fornero dei contratti a termine che è stata sostituita dopo solo sei mesi dalla nuova riforma di questo governo. Ed è questa mancanza di certezza normativa -aggiunge- che spaventa probabilmente gli investitori stranieri". Addio, quindi, al 'burocratese'? E' quanto auspicano anche gli esperti di linguaggio. "E' positivo -spiega infatti a Labitalia Valeria Della Valle professoressa associata di Linguistica italiana all'università 'Sapienza' di Roma- se questo provvedimento servirà a semplificare il linguaggio burocratico che rende difficile la comprensione del testo normativo stesso, non solo per la traduzione in inglese, ma anche per noi cittadini. Quindi se si va verso una semplificazione del linguaggio burocratico -conclude Della Valle- è una cosa positiva per noi italiani, oltre che per gli investitori esteri".