Roma, 13 set. (Labitalia) – L'agricoltura non è più solo un 'affare di famiglia'. Se un tempo in campagna ci si nasceva e il mestiere si ereditava dai genitori, oggi cresce sempre di più il numero di chi sceglie la vita dei campi, pur provenendo da esperienze e formazioni diverse. Ed è così che delle 158 mila aziende 'under 40' presenti in Italia, il 39% è guidato da 'new entry' del settore, che hanno deciso di scommettere sull'agricoltura, pur non essendo 'figli d'arte'. Lo afferma l'Agia-Associazione dei giovani imprenditori della Cia, sulla base di un sondaggio effettuato sul territorio nazionale, presentato in occasione del convegno 'Il valore terra nel ricambio generazionale', che si è svolto oggi, a Teramo, durante la VII 'Festa nazionale dell'agricoltura' della Confederazione italiana agricoltori. Giovani, intraprendenti e preparati: le nuove leve dell'agricoltura italiana hanno un tasso di scolarizzazione molto più alto della media del comparto. Nel 30% dei casi hanno una laurea in tasca. E non si tratta solo della facoltà di Agraria. Se gli agronomi rappresentano il 43% dei giovani 'dottori' del settore, infatti, il restante 57% è costituito dai titoli più disparati: da ingegneri (21%) a economisti (18%), da psicologi (7%) a veterinari (9%) fino ai laureati in Giurisprudenza (3%) o in Lettere (14%). A dimostrazione del fatto che in un momento di crisi come questo i giovani credono ancora nell'agricoltura come sbocco professionale. E fanno bene -evidenzia l?Agia Cia- perché l'agricoltura si sta dimostrando vitale e 'anticiclica' dal punto di vista occupazionale, anche se i numeri del 'turn over' generazionale nei campi sono ancora bassi, con gli 'under 40' che rappresentano solo il 9,9% del comparto e gli 'under 30' che si fermano addirittura al 2,1%. Eppure, secondo dati recentemente pubblicati da Almalaurea, ad esempio, un agronomo su due trova lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo, e quasi uno su tre con un contratto stabile. Tanto che, dall'inizio della crisi, la facoltà di Agraria ha fatto segnare un picco di immatricolazioni superiore al 40%, a fronte di un crollo generalizzato delle iscrizioni di oltre il 12% in cinque anni. "Stiamo assistendo a un fenomeno di rinnovamento del comparto: mentre i figli degli agricoltori che decidono di portare avanti l'azienda di famiglia si sono ridotti al 61% del totale -rimarca la Cia- una nuova tendenza avvicina al lavoro dei campi giovani laureati o professionisti di altri settori che decidono di mollare tutto e di cambiare vita". Alla base di questo fenomeno nuovo che sta attraversando il comparto ci sono più fattori. Quasi il 45% di questi imprenditori 'young' decide di investire in agricoltura dopo esperienze lavorative concluse negativamente nei comparti più vicini alla propria preparazione. Il 33% dichiara di aver scelto l'agricoltura più per la qualità della vita in campagna che per le reali prospettive offerte dal settore. Mentre il restante 22% è stato coinvolto nella scelta da amici e conoscenti, con cui poi ha iniziato l'esperienza lavorativa in azienda. Qualunque sia il motivo di questa scelta, però, un elemento resta fondamentale: in otto casi su dieci sono stati aiutati dalla famiglia nella fase di 'start-up' aziendale, per l'acquisto della terra (65%), per i macchinari (45%) e per la burocrazia di partenza (56%). Il che dimostra che nel settore, soprattutto per i giovani, il 'credit crunch' è ancora molto forte. Un altro aspetto nuovo di queste imprese è il carattere di 'équipe' della guida aziendale. Anche a causa delle formazioni molto varie dei nuovi imprenditori della terra, la tendenza a fondare 'società' e 'associazioni' agricole è sempre maggiore. E al timone di queste realtà innovative si trovano combinazioni assolutamente originali: quasi sempre c'è almeno un 'addetto ai lavori', quindi un agronomo, un enologo o un biologo, a cui si affiancano le figure professionali più disparate, che a volte si reinventano completamente agricoltori, ma più spesso portano il loro know-how in azienda dandogli una marcia in più dal punto di vista multifunzionale