Home Nazionale Expo Training: futuro è nei ‘lavori della conoscenza’

Expo Training: futuro è nei ‘lavori della conoscenza’

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Milano, 11 set. (Labitalia) – "Abbiamo bisogno di formazione per creare nuova occupazione. In tutti gli ambiti del mercato del lavoro e per tutte le categorie professionali, la parola d'ordine è sempre la stessa: sapere. Conoscenza professionale e continuo aggiornamento delle competenze sono la condizione indispensabile per aprire le porte di accesso al lavoro ai tanti giovani oggi senza prospettiva, e a tutti coloro che in età più avanzata devono reinventarsi un lavoro e ricollocarsi". E' quanto si legge in una nota di Expo Training. In occasione della terza edizione di ExpoTraining, (www.expotraining.it), la prima fiera della formazione professionale in Italia che si terrà i prossimi 17 e 18 ottobre, a Milano, presso Fiera Milano City, verranno dibattute diverse proposte e iniziative per rimettere al centro dello sviluppo del Paese la formazione d qualità."Le opportunità di lavoro -continua la nota- per il futuro sono prevalentemente nei settori ad alto contenuto di competenze e specializzazioni, come il digitale, la green economy, i servizi alla persona, le nanotecnologie, le tante nuove professioni della conoscenza"."Non è più tollerabile, soprattutto in questo periodo di crisi, che ci siano ancora migliaia di lavori -dichiara Carlo Barberis, patron di ExpoTraining, la fiera della formazione in Italia- scoperti per mancanza di figure adeguate. Secondo i dati Excelsior-Unioncamere, per il 2013 mancano all'appello o sono di difficile reperimento circa 47 mila figure professionali. Tra queste, quelle maggiormente richieste e con difficoltà di reperimento sono specialisti in economia e gestione d'impresa, dirigenti, architetti, ingegneri, specialisti di marketing, specialisti in scienze matematiche, esperti informatici. In altre parole -chiosa Barberis- mancano migliaia di lavoratori della conoscenza di cui le aziende hanno bisogno. Sul totale delle assunzioni previste per il 2013, quelle laureate e introvabili sono il 20 per cento del totale, quasi 10 mila"."Le politiche attive del lavoro -si legge nella nota- devono fondarsi sulla formazione professionale, senza la quale è impensabile pensare a una efficace politica di sviluppo economico del Paese. Sappiamo che ci sono molte opportunità di lavoro che possono essere colte solo fornendo adeguate competenze ai giovani e ai lavoratori di qualsiasi età". "Il costo sociale della non formazione -spiega il fondatore di ExpoTraining- è la nuova bussola che deve ispirare le politiche del lavoro del governo Letta. Più che incentivi fiscali e contributivi, per favorire l'occupazione serve un piano generale di formazione professionale mirata e di qualità. Il mercato del lavoro -rincara Barberis- è profondamente cambiato e, se si vogliono cogliere le opportunità che offre, bisogna adeguarsi. Abbiamo l'occasione di colmare questo gap e di offrire un futuro ai nostro giovani, non sprechiamolo. Rimettiamo al centro delle politiche del lavoro la formazione".