Roma, 10 set. (Adnkronos Salute) – La morte della 39enne di Angri, nel Salernitano, deceduta dopo essere stata trasferita da un piccolo ospedale all'altro in seguito a un'emorragia interna è solo l'ultimo caso finito sotto i riflettori. Sempre più spesso, infatti, sono proprio le strutture sanitarie più piccole a fare da sfondo a presunti casi di malasanità. Ospedali di piccole frazioni di provincia, con pochi posti letto che, a volte, non sono in grado di fornire un'assistenza di qualità. Malgrado questo, però, i piccoli ospedali in Italia sono tanti: il 33% delle strutture pubbliche dispone meno di 120 posti letto. E' quanto emerge dai dati della Direzione generale del sistema informativo e statistico sanitario del ministero della Salute, relativi al 2010.Secondo i dati del ministero, il 33% delle strutture pubbliche dispone meno di 120 posti letto; il 40% è caratterizzato da un numero di posti letto compreso fra i 120 e i 400 e il 16% dispone di più di 600 posti letto. Significativo il dato che riguarda il numero delle aree mediche di competenza: piccole strutture (con meno di 120 posti letto) presentano al massimo 15 discipline, mentre strutture più grandi (più di 600 posti letto) vantano un numero di discipline almeno pari a 15.Sulla questione della sicurezza dei piccoli ospedali è intervenuta nei giorni scorsi anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin: "La riconversione dei piccoli ospedali che non sono in grado di fornire un'assistenza di qualità, il potenziamento del trasporto di emergenza per spostare in tempi rapidissimi i pazienti verso le strutture di eccellenza, una rete telematica per fare viaggiare in tempo reale i dati dei rilievo tra i piccoli ospedali e le strutture dove sono presenti specialisti capaci di riconoscere anche le patologie rare, è l'obiettivo che ci siamo dati", ha detto il ministro.