Home Nazionale Psichiatra su Quirico, in agguato disturbo post-traumatico da stress

Psichiatra su Quirico, in agguato disturbo post-traumatico da stress

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Roma, 9 set. (Adnkronos Salute) – Insonnia, risvegli angosciosi, "ma soprattutto l'irruzione improvvisa e incontrollata nella sfera della coscienza di immagini, emozioni, paure e ansie legate a vissuti di morte, uccisione e fine imminente". Questi i sintomi del disturbo post-traumatico da stress. Un problema in agguato per il giornalista de 'La Stampa' Domenico Quirico, appena tornato a casa dopo mesi di prigionia, secondo Massimo Di Giannantonio, docente di psichiatria all'università Gabriele D'Annunzio di Chieti. "In base alle dichiarazioni di Quirico e del suo compagno di prigionia – dice lo psichiatra all'Adnkronos Salute – possiamo prevedere un rischio importante di insorgenza del disturbo post-traumatico da stress, che può svilupparsi in soggetti esposti a un grave pericolo di vita e a importanti shock emozionali nel corso di un periodo prolungato". Si tratta di esperienze "al limite", che anche a distanza di settimane e mesi "sono in grado di sviluppare reazioni importanti. Colpisce in particolare il racconto di Quirico, essenziale e sintetico ma in grado di comunicare un carico di angoscia e aggressività inespressa importante. Reazioni 'spia' di mesi di violenze psicologiche a matrice distruttiva e disturbante" vissute dal giornalista. "Si tratta di una situazione che merita attenzione e sensibilità, dal punto di vista anche clinico-terapeutico e riabilitativo". Quirico è "come un naufrago oggi – prosegue l'esperto – ma lo scampato pericolo non vuol dire che ormai tutto sia superato e dimenticato". Certo il "rientro nella sua città, il ritorno al lavoro e soprattutto in famiglia, tra gli affetti più cari, rappresentano un antidoto enorme per Quirico – sottolinea lo psichiatra – Ma si tratta di un uomo che ha vissuto eventi stressanti e decisamente 'al limite'. Passato il primo momento di sollievo e recuperata la propria vita, c'è il rischio che nel corso delle settimane e dei mesi avvenga una lenta emersione dei traumi subiti e oggi messi a tacere, con sintomi che possono essere anche pesanti". Il punto è che "in questo caso c'è stato un trauma multifattoriale, fisico ma anche etico e ideale, come testimoniano le parole del giornalista che sembra prendere le distanze dalla rivoluzione che voleva raccontare". In questi casi è importante "l'ascolto, ma anche il conforto e l'aiuto, fondamentali nel momento in cui ricordi violenti e intrusivi tornino ad affacciarsi nella sfera della coscienza" del giornalista. "Problemi che possono essersi solo apparentemente risolti con la liberazione", conclude Di Giannantonio.