Home Nazionale Tra tavoli verdi e roulette, croupier italiani ‘sbancano’ all’estero

Tra tavoli verdi e roulette, croupier italiani ‘sbancano’ all’estero

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Roma, 5 set. (Labitalia) – Ai tavoli da gioco di mezzo mondo sono i più richiesti, perchè molto professionali e capaci di ottimi rapporti interpersonali con i clienti. Ma in Italia non c'è nessuno che 'punta' su di loro. Tra crisi e assenza di lavoro, i croupier italiani sono i nuovi 'emigranti' di casa nostra, nei casinò e nelle case da gioco oltreconfine. Tanto che sono centinaia le richieste di professionisti del tavolo verde che arrivano, dall'estero, alle scuole di formazione in Italia. "Stiamo aprendo adesso le selezioni nelle città più importanti del nostro Paese come Milano, Roma e Torino -spiega a Labitalia Stefano Melani, croupier al 'Genting Casino' di Londra e coordinatore del 'Centro di formazione croupier'- per reclutare qualche centinaio di giovani aspiranti croupier che ci sono richiesti da casinò e club all'estero, e che spesso non riusciamo a soddisfare. Riceviamo molte richieste perchè ai croupier italiani è riconosciuta una grande professionalità, una predisposizione naturale alla professione e in particolare ai rapporti interpersonali, che sono facilitati anche da un carattere aperto e solare". Una professione che offre guadagni che oggi sono un 'miraggio' per tanti giovani italiani. "Nel nostro Paese -spiega Melani- ci sono anche laureati che non trovano lavoro e decidono di cambiare vita, frequentano i nostri corsi e poi iniziano a lavorare all'estero. In Inghilterra -aggiunge- lo stipendio è di 2000 sterline, circa tremila euro più le mance. In Svizzera è 4.000 franchi, intorno ai 3.500 euro, più le mance. In Belgio e in Francia un po' di meno. A fare la differenza sono proprio le mance che, nel caso di casinò 'al top', possono raggiungere anche livelli stupefacenti come è successo a Cannes con 28mila euro di mance al mese". Ma qual'è l'identikit dell'aspirante croupier? "Facciamo dei colloqui individuali -spiega Melani- per verificare la presenza dei requisiti che richiediamo e cioè: età tra i 18 e i 38 anni, cultura media, fedina penale pulita, conoscenza di una lingua straniera, capacità di creare rapporti interpersonali. Poi facciamo anche delle prove attitudinali su logica e capacità di concentrazione, prima di passare al periodo di formazione vero e proprio". Terminato il periodo di formazione si 'apre' la strada verso l'estero. "Gli aspiranti croupier che danno la disponibilità di lavorare all'estero e che conoscono almeno una lingua straniera hanno il 100% di probabilità di trovare lavoro -spiega- dopo il nostro corso. E' diverso il discorso per chi non vuole allontanarsi da casa, perchè le case da gioco italiane affrontano un periodo di crisi". Una crisi che, secondo Melani, ha radici profonde. "Questo perchè -spiega- siamo un Paese arretrato che ha adottato una politica proibizionista sui casinò lasciando proliferare il gioco on line e le licenze dei Monopoli di Stato. La speranza è che si aprano nuovi casinò, ma questo è un auspicio che risulta vano da anni. I casinò italiani 'mascherano' la loro situazione, ma in realtà spesso si parla di possibili licenziamenti di personale e di esuberi. Il problema delle nostre strutture -conclude- è che, oltre al gioco, non offrono altre attività di tipo ludico e ricreative, come invece avviene in altri Paesi".