Roma, 29 ago. (Labitalia) – Imu e Iva da rivedere urgentemente per tutte le attività svolte nel cosiddetto 'Terzo settore', vale a dire volontariato, assistenza sociale e alla persona, e solidarietà Internazionale. Se non si cambiano presto le disposizioni che prevedono l'Iva dal 4 al 10% per le cooperative sociali e che tassano gli immobili delle organizzazioni non profit come immobili commerciali, "si perderanno presto migliaia di posti di lavoro e ci saranno molti meno servizi ai cittadini e alla comunità". A lanciare l'allarme con Labitalia è Pietro Barbieri, portavoce del Forum nazionale del Terzo settore. "Bisogna cambiare direzione -dichiara Barbieri – perché con l'Imu è accaduto esattamente quello che è successo con l'Ici e cioè che non c'è esenzione per gli immobili di attività non commerciali, non a fini di profitto. Le cooperative che danno lavoro a disabili o gli enti come il Fai che tutelano e preservano dalla rovina beni artistici si troveranno così a dover pagare conti salatissimi, che possono anche mettere in crisi le stesse attività".Barbieri spiega che "questo mina il concetto stesso di sussidiarietà, impedisce alle associazioni di svolgere il loro ruolo" e ricorda che "poco tempo fa in Toscana, i circoli Arci, organizzazione neanche tra le più piccole, per protesta hanno addirittura consegnato ai sindaci le chiavi delle loro sedi".Un'altra spada di Damocle che pende sulla testa del mondo non profit è l'aumento dell'Iva previsto per il prossimo ottobre: per le coop sociali dovrebbe passare dal 4 al 10%. "Bisogna assolutamente scongiurarlo -spiega Barbieri- E' stato calcolato che solo nelle Asl e nei servizi sociali e alla persona questo significherebbe la perdita di 10.000 posti di lavoro e un taglio pesante alle prestazioni rese ai cittadini". Barbieri ha incontrato pochi giorni fa il premier Enrico Letta. "Abbiamo trovato -osserva- un interlocutore sicuramente molto più attento dei suoi predecessori al mondo non profit. Si è impegnato ad attivare un tavolo su questa questione e su altre per noi fondamentali, come la stabilizzazione del 5 per mille e la riforma del welfare, nella prima settimana di settembre". "Per ora aspettiamo perché il nostro obiettivo è inserire queste misure nella Legge di Stabilità -dice- ma certo se non si fa niente, -conclude- daremo battaglia".