Napoli, 29 ago. (Labitalia) – "L'importante programma decennale di restauri e ricerca per la conservazione del sito archeologico di Pompei annunciato alla fine di luglio dal Fraunhofer, il piu' grande centro di ricerca tecnica europeo, e dalla Tum di Monaco, la principale Universita' tedesca, insieme al Cnr e al centro studi Iccrom affiliato all'Unesco, e' l'ennesima dimostrazione di quanto sia di eccezionale rilievo internazionale, e degna di attenzione, l'area archeologica vesuviana. L'Unione Industriali di Napoli da tempo e' impegnata in questa direzione, avendo promosso un progetto di riqualificazione dell'intero contesto extra-moenia secondo standard di qualita', efficienza e redditivita' capaci di fare dell'area vesuviana uno straordinario polo di attrazione turistico culturale all'altezza del patrimonio di cui essa e' costituita". Lo dichiara Paolo Graziano, presidente dell'Unione Industriali di Napoli. "Il nostro progetto – spiega Graziano – punta ad accompagnare le iniziative pubbliche di salvaguardia dei siti archeologici previste con il sostegno delle risorse comunitarie e a riqualificare e infrastrutturare l'area extra-moenia. Abbiamo realizzato uno studio di fattibilita' per la realizzazione del piu' grande Cultural Tourism District europeo, mappato i siti ex industriali oggi in dismissione in modo da lanciare una campagna di attrazione di capitali, e censito potenziali interventi di imprenditori locali disponibili ad investire nell'area. L'iniziativa, che ha gia' suscitato interesse a livello internazionale e ha ricevuto l'apprezzamento della Regione Campania che l'ha inserita nel ciclo dei fondi Ue 2014-2020, punta a coinvolgere e valorizzare le amministrazioni locali facendo leva sulla collaborazione pubblico-privato". "L'area vesuviana – continua il presidente dell'Unione Industriali di Napoli – non riesce ad attrezzarsi per essere attrattiva, e il turismo e' ancora mordi e fuggi con una permanenza media del visitatore di appena 3 ore. Nell'area extra-moenia di Pompei mancano attrattori legati all'entertainment, grandi alberghi per clientela di alto livello, infrastrutture e servizi come centri congressi, fashion e food court e centri di artigianato locale"."Noi vogliamo valorizzare i nostri giacimenti culturali ragionando in termini di 'industria' turistica e culturale, convinti che il connubio virtuoso cultura-economia possa dare un forte impulso alla crescita. Ogni nuovo investimento attivato nell'area grazie a questi accordi – conclude – potrebbe inoltre destinare royalties dell'1% alla conservazione e valorizzazione del sito".