Roma, 26 ago. (Labitalia) – "Siamo conosciuti, siamo bravi ma siamo ancora troppo pochi, anche se i nostri cani salvataggio hanno ormai superato le 300 unità e continuano a salvare bagnanti in difficoltà dal Nord al Sud del Paese". Lo dice a Labitalia Ferruccio Pilenga, presidente della Scuola italiana cani salvataggio (Sics), facendo un primo bilancio dell'estate 2013. "Quest'anno – ricorda Pilenga – i Sics hanno già effettuato 7 salvataggi e non è poco. Certo, si potrebbe fare di più, ma non siamo in molti. Del resto, la nostra è un'attività di volontariato. La Scuola italiana cani salvataggio è la più grande organizzazione europea dedita alla formazione dei cani da salvataggio nautico e dei loro conduttori". "Si opera sempre – fa notare – in mezzo alla gente e attraverso il contatto continuo riusciamo a informare l'intera spiaggia circa possibili pericoli o consigliare adulti e bambini sul modo più sicuro per vivere il mare. Si tratta di un'attività di volontariato di protezione civile che può essere svolta da chiunque possieda un cane dalle caratteristiche adatte e voglia dedicare un po' del suo tempo al volontariato, condividendo con il proprio compagno a 4 zampe la passione per il mare e la gioia di sentirsi utili al prossimo". Particolarità poi delle attività delle unità cinofile è l'elisoccorso. "Le tecniche di elisoccorso utilizzate – spiega Ferruccio Pilenga – sono un'esclusiva assoluta. Messe a punto grazie alla collaborazione tra la Scuola e l'Aeronautica militare italiana, attraverso migliaia di ore di volo accumulate in 20 anni di esperienza, rappresentano un punto di riferimento a livello mondiale". Si prevedono due tipologie di intervento: nella prima cane e conduttore vengono calati in acqua o su una imbarcazione attraverso l'utilizzo di un cavo di acciaio e di un verricello. Nella seconda invece, l'unità cinofila si tuffa direttamente in acqua dall'elicottero in overing (sospeso a mezzaria). In questa seconda tipologia, in particolare, la fiducia tra cane e conduttore, le loro capacità di intervento e il loro grado di addestramento, vengono espressi ai massimi livelli.La collaborazione tra la Sics e la Guardia Costiera è ormai pluriennale, infatti da anni, durante la stagione estiva i terranova, i labrador e i golden della Sics sono imbarcati ad esempio, sulle motovedette della Guardia Costiera di Genova, del Lago Maggiore e di altre località italiane.Terranova, Labrador, Golden retriver e Leonberger sono le razze per elezione, selezionate per questa specialità di protezione civile. Ma basta avere un cane che pesi più' di 25-30 chili e ami l'acqua e si può scoprire di poter diventare unità cinofile da salvataggi. Grazie a questi cani, che possono rimorchiare più persone per più di un'ora, che sentono le correnti e hanno un istinto al salvataggio incredibile, che sanno tuffarsi senza esitazione da 2 metri di altezza sia da elicottero che da motovedetta, si possono incrementare le azioni degli uomini creando le famose unità cinofile da salvataggio.