Roma, 22 ago. (Labitalia) – Musicisti e attori, burattini e mangiafuoco. Con la crisi la cultura e l'arte si fanno sempre più 'on the road', e, tra borghi e città, è sempre più 'boom' di artisti di strada. "Fare una stima di quanti operano nell'arte di strada -spiega a Labitalia Alessio Michelotti, direttore della Fnas, Federazione nazionale arte di strada- è difficile. Si va infatti da chi fa arte di strada 'a cappello' e cioè si basa sulla libera offerta del pubblico, fino alle strutture professionali. Di certo sono diverse migliaia e migliaia di persone". Veri 'professionisti' dell'arte che in quest'estate, da Nord a Sud, sono impegnati in decine e decine di eventi, grandi e piccoli. "La Fnas -spiega Michelotti- è nata nel 1999 in seno all'Agis (Associazione generale italiana spettacolo), e rappresenta il mondo variegato dell'arte di strada. Si va dal 'nuovo circo' al teatro di ricerca fino ad arrivare al teatro figurato con i burattinai e le maschere. Abbiamo 150 compagnie di artisti associati e circa 50 enti e associazioni promotori di eventi, per circa 200 festival che si tengono ogni anno nel nostro Paese". Un 'mondo' che attrae sempre di più il pubblico, e in particolare le nuove generazioni. "C'è un grande fermento -spiega Michelotti- nel settore, con il coinvolgimento di tanti giovani. Gli eventi sono per lo più gratuiti, e i Comuni hanno visto negli di arte di strada un modo per valorizzare il territorio". Ma i tagli dei fondi dello Stato ai Comuni non aiutano di certo il settore. "Sono principalmente i Comuni -spiega Michelotti- ad organizzare i festival, e più raramente anche delle associazioni locali. Le amministrazioni comunali sostenuti nell'organizzazione di queste manifestazioni sempre meno dal governo centrale, e sempre di più da Regioni e Province". L'obiettivo della Fnas è quello di sostenere la 'rete' degli eventi. "Dal 2012 siamo partner del progetto dell'Anci 'Rete dei Comuni per l'arte di strada' che è utile anche per portare avanti le nostre istanze -spiega Michelotti- davanti ad enti ed associazioni. Per la crisi e la mancanza di fondi -aggiunge- alcuni festival hanno dovuto ridimensionarsi o chiudere, ma allo stesso tempo molti comuni hanno deciso di investire sull'arte di strada perchè un modo per raggiungere buoni risultati per la visibilità del territorio con investimenti limitati. E' capace di portare la cultura, il teatro e l'arte vicini alla gente, ricrea la comunità". E ci sono poi i fiori all'occhiello come 'Ferrara Buskers Festival', che fanno ben sperare per il futuro del settore. "Si terrà a breve nella città emiliana, conta 25 anni di storia -conclude Michelotti- ed è la più importante manifestazione europea di musicisti di strada, tanto che arriva a contare 800mila presenze in 5 giorni nella città, con il sostegno di diversi sponsor attratti dalla visibilità e notorietà dell'evento".