Home Nazionale Bagnini, sui lidi o in piscina oltre 10.000 per sicurezza in acqua

Bagnini, sui lidi o in piscina oltre 10.000 per sicurezza in acqua

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Roma, 14 ago. (Labitalia) – E' stato calcolato che in Italia ci siano oltre 6.000 concessioni demaniali per uso turistico ricreativo (ovvero stabilimenti balneari in senso stretto). Se a queste aggiungiamo le numerose piscine pubbliche e private come quelle condominiali o degli alberghi, si arriva a capire come d'estate nel nostro Paese il fabbisogno di bagnini superi abbondantemente le 10.000 unità. Il bagnino di salvataggio, è bene ricordarlo, è "un incaricato di pubblico servizio" e "con il brevetto abilitante rilasciato dopo la frequenza dei corsi teorico-pratici dalla Federazione italiana nuoto, dalla Società nazionale di salvamento (e ora anche dalla Federazione italiana salvamento acquatico) -spiega a Labitalia Serena Bencic, dell'Associazione bagnini di salvamento- acquisice una precisa reponsabilità civile e penale". Il bagnino ha infatti l'obbligo di rapporto alla Capitaneria di Porto e, a seconda dei casi, ai Carabinieri, alla Polizia di Stato o all'Azienda sanitaria locale.La sua presenza è obbligatoria sui lidi, nelle piscine pubbliche e spesso anche in quelle condominiali: è il 'bagnino' o meglio l'assistente bagnanti, che ha il compito, non sempre facile, di tutelare la sicurezza delle persone in acqua. Un compito che anche sui nostri lidi, come sulle spiagge di Malibu o di Santa Monica in California celebrate da 'Baywatch', è svolto sempre di più dalle donne: "Ormai un terzo dei nostri iscritti è donna", conferma Bencic aggiungendo che l'età dei bagnini va (per legge) dai 15 ai 56 anni.Da qualche anno c'è anche una novità nella formazione degli assistenti bagnanti (dicitura in realtà più corretta di bagnino), ossia la possibilità di acquisire un'abilitazione solo per svolgere la professione in piscina. In alternativa, rimane il brevetto a più ampio raggio detto 'Mip' (Mare acque interne piscine). "Certamente è più semplice svolgere il ruolo in un'area relativamente ristretta come quella di una piscina rispetto al ruolo che si deve svolgere al mare -spiega Bencic- ma a fare la vera differenza è il numero di persone che si devono assistere". "In mare c'è un lavoro di gestione più faticoso (e a volte rischioso) che in piscina: per questo la nostra Associazione cerca di consigliare 'assistenti bagnanti personalizzati' a seconda delle mansioni che sono di volta in volta richieste", sottolinea. Per tutti, comunque, c'è la stessa paga: "Tanto chi è alle prime armi quanto la persona esperta -ricorda Bencic- guadagnano la stessa cifra: 5,5 euro all'ora per un contratto che può andare dalle 6 ore al giorno per lavorare in una piccola piscina condominiale alle 12 ore giornaliere dello stabilimento balneare".