Roma, 6 ago. (Labitalia) – Ingegneri e vigili del fuoco insieme per la sicurezza. La collaborazione è stata certificata da un'intesa della durata di cinque anni finalizzata a promuoverne adeguatamente principi e valori per la prevenzione degli incendi. L'intesa è stata firmata da Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale ingegneri, e da Fabio Dattilo, dirigente generale centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica (in sostituzione del capo nazionale Alfio Pini). E' stato anche redatto un regolamento per la formazione, in vigore dal 1° gennaio 2014. Non solo, per il mese di ottobre è stata inoltre organizzata la prima 'Giornata nazionale dell'ingegneria della sicurezza', prevista a Roma nella sede dello stesso corpo dei vigili del fuoco. L'Italia, secondo quanto emerso dall'incontro di Catania dei giorni scorsi promosso dall'Ordine provinciale della categoria e dal Corpo, non si ritrova a dover coprire particolari lacune rispetto alle altre nazioni per quanto riguarda numero di decessi e danni da incendi: un risultato ritenuto la naturale conseguenza dell'applicazione e dello sviluppo di quella pratica della prevenzione che rappresenta uno dei cardini fondamentali dell'azione complessiva degli ingegneri italiani. Non a caso, la sua valorizzazione rientra tra i maggiori obiettivi dell'intesa "insieme alla promozione di attività formative, spazi didattici e creazione di canali informativi specifici in questo campo", spiega Gaetano Fede, rappresentante del Consiglio nazionale ingegneri. Se l'Italia può insomma erigersi a modello dal punto di vista della sicurezza antincendi è quindi anche grazie alla costruzione, da parte di ingegneri e vigili del fuoco, di standard preventivi così elevati da ridurre sia le fasi di intervento in emergenza sia quelle di ricostruzione post eventi. Ma per continuare ad ottenere tali risultati "occorre delineare una base di azione congiunta, proprio quella sintetizzata nel protocollo con cui si è voluto mettere a sistema – riprende Fede – la collaborazione con altri enti e in particolare quelli normatori". "Soprattutto – aggiunge – si ambisce a fare chiarezza normativa, rendendo tali regole leggibili e applicabili, cosa di cui si avverte oggi grande necessità poiché chi le scrive raramente è un esperto o un tecnico del settore. Ed è necessaria altresì una loro traduzione uniforme sul territorio".