Roma, 6 ago. (Labitalia) – Crollano i fatturati delle agenzie di viaggi italiane, che a fine luglio registrano un calo attorno al 30%. I flussi turistici dei vacanzieri italiani registrano una flessione dal 7 al 12%, mentre per quanto riguarda il ricettivo si delinea una -15%. Il settore è a rischio, denuncia Assoviaggi, che elenca i fattori che stanno determinando la stagione: il perdurare della crisi, la minore disponibilità di spesa degli italiani, una situazione climatica che solo da poco si è stabilizzata ed ovviamente le incertezze del futuro. Una parte di turisti stranieri, in particolare inglesi e tedeschi, che invece dell'Italia hanno deciso di puntare verso la Turchia e Grecia. Resistono invece i flussi dei turisti russi sul nostro territorio. Per quanto riguarda i viaggi degli italiani, l'aspetto più preoccupante è rappresentato dal budget di spesa che si è ridotto mediamente del 25%. Se negli anni scorsi la media si attestava intorno agli 800 euro per pacchetto di viaggio, ora si è scesi a 600 euro. Di conseguenza, osserva l'associazione, c'è stato "un impegno certosino, da parte degli operatori per soddisfare il cliente, adattando la minor disponibilità economica alla offerta turistica e al livello dei servizi e delle strutture". "Se l'andamento non migliorerà – dichiara il presidente Assoviaggi Confesercenti, Amalio Guerra – c'è il rischio reale che non poche agenzie di viaggio chiudano l'attività con ulteriore aumento dei livelli di disoccupazione del personale addetto".Questa situazione, spiega Assoviaggi, mette in evidenza un altro pericoloso accumularsi di fattori negativi: cala la domanda, cala anche la disponibilità di voli charter oltre una certa data (come Spagna e Grecia) e inoltre molte strutture ricettive in Italia saranno costrette a chiudere già dopo la prima settimana di settembre (come la Sardegna). Il risultato finale è quello di una 'stagione corta' e di "un'ulteriore contrazione delle vendite, innescando il pericolo di una spirale depressiva del mercato e vanificando una delle peculiarità del nostro Paese, vale a dire la possibilita' di sfruttare una stagionalità lunga". Le mete più richieste dagli italiani sono: Grecia, Croazia, Turchia, i cui costi sono assai competitivi rispetto a quelli che si riscontrano nell'area dei Mediterraneo, anche perché in questi paesi per le famiglie con figli ci sono agevolazioni. E proprio il nodo della competitività, secondo Assoviaggi, "dovrà esser affrontato con rapidità dal nostro Paese con una strategia nazionale efficace e di ampio respiro per reggere alla concorrenza mondiale, valorizzando molto di più il patrimonio artistico e naturale, la cordialità, l'accoglienza, la gentilezza e la capacita' di fare sistema che esiste nel nostro Paese". "Gli imprenditori stanno facendo il possibile per assicurare la tenuta del turismo italiano, ma mancano infrastrutture adeguate, manca una tutela reale dei nostri siti archeologici, delle nostre ricchezze culturali e ambientali", sottolinea Guerra. "Manca una promozione all'altezza di quanto stanno facendo i Paesi concorrenti. Serve una svolta reale che faccia del turismo italiano uno dei perni della ripresa", conclude.